La mammella è un organo presente in entrambi i sessi, ma maggiormente sviluppato in quello femminile. È costituita da un numero variabile di lobi (da 15 a 20), ognuno dei quali contiene più lobuli e numerosi alveoli, e da un sistema di dotti galattofori, che convogliano nella piramide duttale aprendosi nel capezzolo, che producono il latte nei giorni dopo il parto.
Tumore al seno (carcinoma mammario)
Il carcinoma della mammella, semplificato tumore al seno, è caratterizzato da una moltiplicazione incontrollata di alcune cellule (duttali o lobulari) che, in tempi più o meno lunghi, acquisiscono la capacità di infiltrare i tessuti circostanti e di diffondersi e riprodursi in altri organi del corpo. Si tratta di una malattia complessa che presenta molteplici variabili biologiche a cui corrispondono differenti gradi di aggressività e andamenti clinici molto differenti.
Ad oggi, grazie ai continui progressi della Ricerca, si conoscono le caratteristiche di ogni tumore e si possono proporre terapie mediche e chirurgiche sempre più mirate e personalizzate.
Tumore al seno: incidenza e importanza della prevenzione
Il tumore al seno è il tumore più frequente nella donna a partire dai 35 anni. Nel 2024 sono stimate circa 53.686 nuove diagnosi, si tratta pertanto di un tumore che continua a essere di gran lunga il tumore femminile più frequente, rappresentando il 30% di tutti i tumori nelle donne. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è dell’88%1
In Italia, le valutazioni dell’Osservatorio Nazionale Screening mostrano un trend favorevole: grazie ai programmi di diagnosi precoce, sempre più casi di tumore al seno vengono individuati in stadio iniziale, consentendo trattamenti meno invasivi e maggiori probabilità di guarigione.2
Fattori di rischio
Numerosi sono i fattori che si associano ad un aumento del rischio di sviluppare il tumore al seno. Alcuni, come l’età e la familiarità non sono modificabili. Altri, invece, sono definiti modificabili e sono quelli legati alle abitudini e allo stile di vita. Questi sono senz’altro meritevoli di maggior attenzione perché una loro correzione può contribuire a ridurre l’incidenza della malattia.
Sensibilizzare riguardo la prevenzione del tumore al seno è uno degli obiettivi dell’Unità Operativa di Senologia di Humanitas Mater Domini.
Fattori di rischio non modificabili
I fattori di rischio non modificabili sono condizioni che non possono essere alterate e che incidono significativamente sulla probabilità di insorgenza della malattia. La conoscenza di tali fattori è fondamentale per identificare le donne a maggior rischio e promuovere strategie di prevenzione e diagnosi precoce. Tra questi rientrano:
- Età: Il 45% dei tumori del seno si verifica nelle donne tra i 45-74 anni, il 35% nelle donne con più di 74 anni e il 20% in pazienti al di sotto dei 45 anni.1
- Familiarità: una storia familiare di cancro al seno può aumentare il rischio di svilupparlo.
- Mutazioni genetiche ereditarie: alcune mutazioni genetiche ereditarie, come le mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, aumentano il rischio di sviluppo del tumore al seno.3
Fattori di rischio modificabili
I fattori di rischio modificabili sono legati allo stile di vita e alle abitudini personali sui quali è possibile intervenire. La loro identificazione rappresenta un aspetto cruciale della prevenzione, poiché consente di ridurre il rischio di insorgenza della malattia attraverso scelte consapevoli e interventi mirati.4
Tra questi rientrano:
- Sovrappeso, obesità: il tessuto adiposo entra nel ciclo di produzione degli estrogeni che possono favorire il tumore al seno.
- Consumo di alcol: l’alcol può causare una modifica del metabolismo degli ormoni estrogeni, favorendo un loro incremento nel sangue o ridurre la concentrazione di acido folico, vitamina importante per i processi di riparazione del DNA.
- Terapia ormonale sostitutiva in menopausa: se assunte per lunghi periodi di tempo, le terapie a base di estrogeni e progesterone, utilizzate per alleviare i sintomi della menopausa e il rischio di osteoporosi, aumentano il rischio di sviluppare un tumore al seno.
- Vita sedentaria: una vita troppo sedentaria può aumentare il rischio di sviluppare tumori al seno. L’esercizio fisico aiuta a tenere sotto controllo il peso e, pertanto, contribuisce a diminuire la quantità totale di estrogeni.
Diagnosi
Nei casi asintomatici è possibile eseguire una visita specialistica e i principali esami di controllo, come l’ecografia al seno e la mammografia.
Nel caso in cui si manifestino dei sintomi è possibile eseguire indagini di II livello come Risonanza Magnetica Mammaria, Contrast Enhancement Mammography (CEM) ovvero la mammografia con contrasto, oppure indagini interventistiche come la biopsia ecoguidata o stereotassica. In questo caso, il percorso diagnostico si conclude con un esame microistologico ed un referto anatomo-patologico comprensivo, ove necessario, della caratterizzazione biologica della malattia.
In caso di alto rischio eredo-familiare, con il supporto dei medici è possibile valutare anche l’esecuzione di test genetici e controlli clinici e radiologici più opportuni a seconda del livello di rischio.
Percorso terapeutico
Humanitas Mater Domini garantisce alle pazienti un percorso terapeutico multidisciplinare personalizzato in base alle esigenze di ogni persona e alle caratteristiche cliniche e biologiche di ogni malattia.
Il trattamento del tumore al seno può prevedere inizialmente l’intervento chirurgico, con eventuali terapie adiuvanti successive, come la radioterapia o le terapie mediche (chemio, immuno o ormono-terapia) oppure una terapia sistemica primaria, ossia una chemioterapia iniziale e poi la chirurgia. In questi casi, la sinergia tra l’oncologo ed il senologo chirurgo è di fondamentale importanza per garantire il miglior percorso di cura e una rapida presa in carico.
Il trattamento chirurgico può essere di tipo conservativo (quadrantectomia o resezioni parziali della mammella) oppure richiedere un intervento di mastectomia, a cui si associa, nello stesso intervento chirurgico, il tempo ricostruttivo con il posizionamento di protesi definitive laddove vi sia la possibilità, o di espansori tissutali.
In questi casi, così come negli interventi di oncoplastica avanzata, chirurghi senologi, oncologi e chirurghi plastici ricostruttivi lavorano insieme per garantire la migliore soluzione per ciascuna donna.
Il gruppo multidisciplinare è formato da chirurghi senologi e plastici, radiologi, oncologi, anatomo-patologi, radioterapisti, specialisti in medicina nucleare, ginecologi e genetisti, insieme a infermieri case manager e psico-oncologi, che lavorano in sinergia per garantire un approccio di cura personalizzato.
In casi selezionati di donne portatrici di mutazione genetica (BRCA1 e BRCA2), Humanitas Mater Domini garantisce uno specifico percorso diagnostico-terapeutico che si prende cura della gestione del rischio, dalla farmaco-prevenzione alla chirurgia profilattica.
Fonti:
1https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/Incontradonna%202025_vademecum.pdf
3https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-del-seno
4https://www.europadonna.it/wp-content/uploads/2023/09/manuale-prevenzione-2021_fattori-di-rischio.pdf